la celiachia (glutine, intolleranza) in due minuti

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, un complesso di proteine presenti in alcuni cereali, quali frumento, segale, orzo, avena, farro, kamut. Responsabile dell’effetto tossico nel caso del frumento è la gliadina, una frazione proteica in grado di provocare nel celiaco gravi danni a livello della mucosa intestinale, come l’atrofia dei villi. In realtà la celiachia è una malattia multifattoriale, principalmente genetica. Il 95 % dei celiaci è portatore di un gene HLA DQ2 presente sul cromosoma 6, ma anche altri geni non HLA possono dare suscettibilità. La prevalenza della malattia è di 1:100 individui, nei paesi Europei ed in America, mentre risulta rara tra le popolazioni Africane, Cinesi e Giapponesi; è più frequente nel sesso femminile.

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La sintomatologia tipica è caratterizzata da diarrea pallida voluminosa e maleodorante che nei bambini può provocare mancata o ritardata crescita con bassa statura e negli adulti anche anemia per mancato assorbimento del ferro, disfunzioni tiroidee, affaticamento ed astenia. Per diagnosticare la malattia, si ricercano nel siero gli anticorpi anti gliadina, gli anticorpi anti endomisio di classe IgA, ma soprattutto gli anticorpi anti transglutaminasi, dotati di alta specificità, è fondamentale fare le analisi dopo un periodo molto lungo con dieta libera quindi assumendo glutine per far sì che l’organismo possa sviluppare gli anticorpi; se facciamo le analisi in un paziente celiaco che è in cura con la dieta da molti anni sicuramente troveremo tutti gli anticorpi negativi .

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La biopsia intestinale è indicata in quei casi in cui sia presente il sospetto clinico con sierologia negativa, ambigua o scarsamente positiva. La terapia si basa sulla dieta senza glutine, sostituendo per tutta la vita gli alimenti glutinati con mais, riso, miglio, soia, tapioca, castagne, ceci, legumi, patate, grano saraceno. Attenti anche ai farmaci, poiché molti di essi contengono glutine. È fondamentale fare una diagnosi certa prima di etichettare un paziente come celiaco, poiché dare una dieta ad un paziente non celiaco non è solo inutile ma può dare anche problemi di varia natura tra i quali quelli economici ed organolettici.

dott.ssa Anita Vecchioli

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